Chiariamo subito che noi de’ Il Bastian Contrario non facciamo e non faremo mai politica. Non ci vedrete mai difendere la fazione o l’ideologia X, né tanto meno questo o quel provvedimento politico. Il nostro intento è e sarà sempre quello di riflettere da un punto di vista neutrale, evidenziando eventuali distorsioni ideologiche o falle logico-argomentative di qualsiasi derivazione. Specie quelle che avvelenano il dibattito e lo conducono sui binari dell’irrazionalità.

La recente vicenda di Jerry Prince, il povero ragazzo nigeriano morto a Tortona nei giorni scorsi, purtroppo, sembra sia stata mistificata per fini politici.

Ci aspettavamo di vedere qualche fact-checker  parlare, o alzare la voce. Ad esempio David Puente di Open, ma tutto invece è rimasto quieto, in silenzio, mentre giornali di ogni tipo continuano a spargere la stessa notizia. E’ allora compito de’ Il Bastian Contrario sguainare la spada: per desiderio di Verità, di trasparenza dei fatti, e per rispetto di Jerry Prince, il quale di certo merita di meglio che essere ridotto a uno strumento per fini politici.

La Verità

Sembra che la verità sia che Jerry Prince non si è per nulla suicidato per via del diniego del permesso di soggiorno umanitario del 17 dicembre scorso. Anzi, forse non si è nemmeno suicidato. O almeno le testimonianze di persone che lo hanno visto e ci hanno parlato poco prima della tragedia portano ad escluderlo. 

Su Oggi Cronaca  (Tortona), il 28 gennaio veniva pubblicato l’articolo “A Tortona Un Giovane Nigeriano Muore Cadendo Sotto un Treno”.

Ivi si legge che “le fonti ufficiali, come capita sempre in questi casi, non escludono nessuna ipotesi e neppure quella del suicidio. Ma, a quanto pare, sembra trattarsi veramente di un episodio accidentale.

La dinamica naturalmente è ancora al vaglio delle forze dell’ordine che al momento in cui scriviamo sono ancora sul posto. Tuttavia l’ipotesi accidentale sembra la più certa. Il giovane, infatti, è stato visto pochi minuti prima dell’incidente mentre parlava con qualcuno e – secondo le testimonianze – non sembrava affatto avere l’atteggiamento di chi intende suicidarsi.

Qualcuno afferma che il 24 enne, finita la conversazione, abbia attraversato i binari proprio mentre arrivava il convoglio ed è stato investito.”

Le indagini sarebbero ancora in corso dunque, e non ci sarebbero elementi per dire con assoluta certezza né che il ragazzo si sia suicidato né che sia stato un incidente.

La medesima cosa la si legge in altri quotidiani tortonesi, come Tortona Online. Il primo febbraio, parlando del funerale, scrivono: “Jerry potrebbe aver scelto di morire. Lo stabilirà l’indagine in corso.”

Vi sembrano le stesse cose riportate dai giornali nazionali? 

Se ciò è vero, testate come la Repubblica  si sono inventate di sana pianta non solo che si trattasse di un suicidio ma anche che la causa fosse il diniego del permesso per motivi umanitari, con il chiaro intento di gettare discredito nel Decreto Sicurezza del Governo Conte e di suscitare odio nelle persone, specie nei confronti del Ministro dell’Interno Matteo Salvini.

In “I Funerali di Jerry Prince Suicida Dopo che gli Era Stato Negato il Permesso”, ad esempio, leggiamo infatti: “il 25enne nigeriano che si è tolto la vita lunedì, lanciandosi sotto un treno a Tortona dopo aver visto sfumare la possibilità di ottenere un permesso umanitario in Italia, a seguito della Legge Sicurezza.”

Un altro esempio potrebbe essere “Permesso di Soggiorno Negato dal Decreto Salvini Dietro il Suicidio del Nigeriano di 25 Anni” di La Stampa. Scrivono che “Gli era stata negata la richiesta di permesso di soggiorno per motivi umanitari, abolito dal Decreto Salvini. Un colpo troppo forte per il ragazzo che in Italia si era costruito una nuova «famiglia».” E che Don Giacomo, responsabile dell’associazione Migrantes, avrebbe detto: “Uno dei nostri ragazzi dopo essere stato diniegato prima di Natale e scoprendo che non avrebbe potuto contare neppure sul permesso umanitario che è stato annullato dal recente Decreto, si è tolto la vita buttandosi sotto un treno.

Dunque è il prete ad aver riferito dell’avvenuto diniego, ad aver ipotizzato il suicidio e anche ad aver collegato le due cose. Ci chiediamo su che basi abbia tratto tali conclusioni e come abbiano fatto tutti i giornali a spargerle come fossero fatti.

Ma guardiamo anche quali conseguenze si trascina dietro la narrazione fatta. Ad esempio questo articolo uscito su Ravenna Notizie.

Il suicidio del giovane, studente universitario in chimica, è avvenuto dopo il diniego alla sua richiesta di permesso per motivi umanitari, perché annullata dal decreto sicurezza del Ministro degli interni Matteo Salvini.  

Da Ravenna, abbiamo lanciato un appello ai politici per fermare quel decreto sicurezza. Ci siamo chiesti i motivi per cui il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella abbia firmato un decreto-legge così discusso e palesemente incostituzionale in alcuni punti.”

E ancora: “Fermiamo tutti insieme questo decreto-legge omicida. Fermiamolo senza mezzi termini prima che sia troppo tardi. Prince Jerry, sei il simbolo della lotta per l’abrogazione di questo decreto-legge Immigrazione e sicurezza di Matteo Salvini.

Cioè, non solo è stata data una percezione distorta del decreto, facendolo passare come “legge assassina”. Ma quella che sembra una notizia falsa potrebbe anche venir utilizzata come strumento politico per provare ad eliminare un decreto legge regolarmente approvato dal Parlamento.

Menomale che Don Giacomo aveva detto a la Repubblica che non voleva “si finisse per strumentalizzare quella che è una tragedia”. Se le indagini sono ancora in corso, la frase suona alquanto ipocrita.  

Chiudiamo l’articolo con le parole di sdegno del Direttore di Oggi Cronaca  Angelo Bottiroli (31 gennaio), dopo aver constatato che la notizia era stata mistificata dalla stragrande maggioranza dei media nazionali.

La cosa che dispiace in tutta questa storia è che c’è qualcuno che invece di avere pietà di un giovane che ha perso la vita, ne approfitta e mette in correlazione il diniego al permesso, col suicidio (non provato) del giovane, portando la vicenda su piano politico, approfittando di un decesso per dare contro alle politiche del governo, al decreto sicurezza o ribadire la propria idea a favore delle politiche migratorie.

Alcune televisioni hanno dato la notizia della morte del giovane oggi perché l’hanno letta su un quotidiano nazionale che ha riportato le dichiarazioni di alcuni componenti della Comunità che hanno associato la morte del giovane ad un suicidio e il suicidio al diniego del permesso.

Crediamo sia vergognoso che pur di perorare la propria causa e pur di sostenere le proprie idee si cerchi di far passare l’idea che Jerry Prince si sia suicidato perché gli era stato negato asilo politico, a causa delle nuove leggi realizzate da questo Governo. 

La troviamo un’ ignobile strumentalizzazione.

Noi non sappiamo (come effettivamente non lo sanno neppure le fonti ufficiali perché non c’è stata alcuna conferma in merito) se Jerry Prince si sia ucciso o sia stato investito dal treno e, nel caso si sia ucciso, perché abbia deciso di farlo a Tortona e non a Genova.

Ma a prescindere da tutto la negazione della richiesta di asilo politico non preclude la possibilità di rimanere in Italia per altri motivi.

Associare i due fatti per avvalorare le proprie idee è una mancanza di rispetto, per noi, nei confronti della morte del giovane. Non possiamo condividere questo modo di fare informazione e di far passare un’idea che non trova riscontri oggettivi da nessuna parte. 

Questo modo di fare informazioni non ci piace e il mondo del giornalismo attuale è sempre meno il mondo di chi da ragazzo credeva che fare il giornalista fosse esser portatore di verità.

Mi sbagliavo.”

Il Bastian Contrario

 

 

 

3 thoughts on “La Bufala del Ragazzo Nigeriano Suicida”

    1. Si abbiamo visto, ti ringraziamo per il link. Ieri sera avevamo segnalato la cosa su Open, probabilmente abbiamo dato a Puente l’input per fare alcune verifiche.

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