“Con la solita spensierata leggerezza – la stessa che le ha consentito di dichiarare che l’Europa controlla il diametro delle zucchine che peschiamo nel mare (sic) – Giorgina Meloni ci regala uno splendido video in cui ricorda fieramente a tutti che Leonardo Da Vinci era ITALIANO. Ora, a me dispiace davvero tanto frustrare questo splendido rigurgito di patriottismo nazionalpopolare, ma il signor Da Vinci è nato nel 1452, a quei tempi nessuno era Italiano, semplicemente perché l’Italia – come nazione e solida realtà geopolitica – era ancora tutta da costruire. Questo, a dire il vero, lo capirebbe anche un bambino, ma tutto dipende dal diametro delle zucchine che pescate in mare. Per dire.”          Cit. Prof. Saraceni

Caro Prof. Saraceni,

Quel noto fascista di Giorgio Vasari nel 1550 pubblicò “Le Vite de’ Più Eccellenti Architetti, Pittori et Scultori Italiani : da Cimabue insino a’ Tempi Nostri” (prima edizione stampata da Torrentino). Ripeto: “Architetti, Pittori et Scultori Italiani”. Fra le vite di questi “italiani” raccontate, guardi un po’, c’era anche quella di Leonardo da Vinci. Dunque, per Vasari, Leonardo era definibile artista italiano, per qualche misterioso aspetto.

Ora: immagino che Lei non si sognerebbe mai di dire che Vasari fosse in preda ad un “rigurgito di patriottismo nazional-popolare”. Riprendendo parole da Lei usate, anzi, credo che anche un bambino capirebbe che il Vasari non pensasse minimamente a una nazione italiana. Né intendesse dire che Leonardo era cittadino dello Stato italiano. Dunque mi chiedo perché invece, se Giorgia Meloni ricorda giustamente che Leonardo da Vinci era un artista italiano e non francese, come invece erroneamente (o forse volutamente) detto da qualcuno, le cose d’improvviso cambino e Lei si prodighi di sostenere ciò che nelle circostanze sopra dette sarebbe considerato delirante.

Ecco, io credo che il motivo di ciò un bambino proprio non riuscirebbe a capirlo. Perché, pur essendo un bambino, l’infantile bisogno di mistificare fatti per motivi ideologici gli è completamente estraneo. Invece che riconoscere l’errore giornalistico del “leonardo francese” o “italo-francese” Lei ha scelto di togliersi la cravatta rossa e tornare all’asilo. E’ intervenuto sulla vicenda non perché le parole della Meloni erano realmente sbagliate, ma solo perché ha idee politiche diverse dalle sue. E la cosa grave è che una marea di persone, animate dallo stesso odio ideologico, l’hanno seguita fra i giochini dell’asilo. Così è successo che una buona parte di italiani, nel giorno dei 500 anni dalla sua morte, si sono ritrovati a piticchiare in modo ridicolo se Leonardo fosse italiano o meno.

Lei potrebbe ora dire che quella della Meloni è propaganda sovranista, strumentalizzazione. Se il problema era questo, però, è curioso notare che personalità come Carlo Cottarelli hanno indisturbatamente colto la palla al balzo, dicendo addirittura che Leonardo da Vinci era “europeo”. E tuttavia Lei non ha detto che quello di Cottarelli era “rigurgito europeista”, né che era in errore perché non esisteva alcuna nazione europea nel ‘500. Non ha detto proprio nulla.

Dunque per Lei, in certe circostanze, non contano i fatti bensì il colore politico di chi li enuncia. Mi chiedo: è questa la filosofia che insegna all’università?

Mistificarlo, strumentalizzarlo e usarlo per denigrare persone con idee politiche diverse. Cose che paradossalmente ci restituiscono tutta la grandezza di un uomo come Leonardo, in confronto alle caricature umane che infestano il presente.

E’ un chiaro-scuro, come quelli che disegnava. Non il migliore, ma senz’altro è un modo pittoresco di ricordare Leonardo da Vinci a 500 anni dalla sua morte.

Il Bastian Contrario

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